sabato 27 dicembre 2014

fiaba russa di Natale

C’era una volta un vecchio e sua moglie. Erano stati molto felici durante tutta la loro vita, ma rimpiangevano di non aver avuto dei figli. Un bel giorno d’inverno la coppia vide alcuni bambini che giocavano nella neve e si divertivano e il dispiacere non avere dei figli propri cominciò ad acuirsi ancora di più. Così il marito propose alla moglie di fare una ragazza di neve e di foggiarla come la figlia che avrebbero voluto avere. Così presero della neve e a poco a poco le dettero la forma e anche gli abiti di una splendida fanciulla. Non appena ebbero finito, le labbra della ragazza diventarono rosse e gli occhi cominciarono ad aprirsi. Sorrise leggermente alla coppia di anziani, si scrollò di dosso i fiocchi di neve e uscì come da un guscio di neve, una splendida ragazza. I due furono sopraffatti dalla gioia, la portarono nella loro casa e la chiamarono Snegurochka, che vuol dire fatta di neve. La fanciulla cominciò a crescere molto in fretta, non di giorno in giorno, ma di ora in ora. Si trasformò nella figlia che avevano sempre voluto avere, era diligente, brava, bella, la figlia che tutti sognerebbero di avere. Le piaceva anche cantare e la sua voce melodiosa sembrava come quella di un angelo. Snegurochka amava molto stare all’aria aperta, soprattutto quando si levava la brezza fresca dai monti e le piacevano tutte le creature della foresta. L’inverno passò rapidamente e al suo posto venne la primavera con le sue brezze tiepide. La ragazza smise di sorridere e si chiuse in un grave silenzio e malinconia. Che cosa sta succedendo, si chiedeva gli anziani genitori. ” Stai male?” “No mamma, no papà, sto bene” rispondeva la ragazza, ma non smentiva che c’era qualcosa di sbagliato. Quando l’ultima neve si sciolse, i fiori cominciarono a sbocciare, gli uccelli a cantare, la ragazza divenne ancora più triste. Si nascondeva dal sole non appena poteva.
Un giorno delle nuvole nere comparvero all’orizzonte portando con sé delle forti raffiche di vento e grandine. La ragazza subito si rallegrò, guardando i chicchi di grandine, grossi come perle. Però molto presto la grandine si sciolse e la ragazza cominciò a piangere.
Venne l’estate e un gruppo di ragazze invitò Snegurochka per una passeggiata nel bosco. Non voleva andare con loro, ma i suoi genitori la obbligarono, dicendole che si sarebbe sicuramente divertita. Così andò con loro e raccolsero fiori cantarono, danzarono. Snegurochka però non era dello stesso umore e non si divertiva. Poi cominciò a scendere la notte e le ragazze accesero il fuoco con della legna che avevano trovato lungo la strada nel bosco. Continuavano a ridere e a cantare e Snegurochka le guardava, finché siccome si divertivano tanto, anche lei si unì a loro. Per la prima volta dalla fine dell’inverno Snegurochka sorrideva di nuovo e cantava e ballava con le altre. Poi una ad una le ragazze per divertirsi cominciarono a saltare sul fuoco. Anche Snegurochka ci provò, ma purtroppo il calore del fuoco le fuse i piedi, poi via via tutto il resto. Snegurochka si trasformò in una nuvola bianca, che si innalzò nel cielo e quasi con un sussurro salutò tutti e scomparve nell’immensità del cielo.

sabato 20 dicembre 2014

onirica me 2.0

Gustav Klimt - Madre con due bambini (la famiglia) 1909-1910
Ho sognato che adottavo due bambini
un maschio ed una femmina
due bellissimi bambini
il maschietto aveva un leggero ritardo mentale
ed io lo adoravo, così dolce, così diverso, così speciale.
La femminuccia la chiamavo principessa
aveva la pelle bianca, i capelli neri
ed un profumo buonissimo
e dicevo ad entrambi: -chiedetelo a papà...ora papà ci porta qui, si amore vai da papà-
e Michele era luminoso.
Ero al settimo cielo, finalmente mamma.
Non potete capire che emozione, era quasi vero
era un sogno
era un sogno



martedì 16 dicembre 2014

percorso di emozioni verso l'adozione


C’erano due donne che non si erano mai conosciute,
una la ricordi, l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore,
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome.
Una il seme della crescita, l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni,
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente, da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due. Solo da due diversi amori.

Madre Teresa di Calcutta


lunedì 8 dicembre 2014

come padre

Che padre stupendo sarebbe Michele se potesse diventarlo!

Ogni volta che guarda un bambino ne vede l'aspetto più buffo, quello più tenero. Tutti i loro difetti li trasforma in pregi: se sono obesi per lui sono teneri ciacciottelli, se sono smilzi per lui sono simpatici elfi, se sono maleducati per lui sono animaletti.

domenica 7 dicembre 2014

l'onirica me

Stamattina dopo aver fatto colazione ed essermi rimessa a letto, ho sognato (così come ricordo e come racconto, ingabbiata dal linguaggio):

 i miei nonni che piangono di solitudine, io con un uomo che mi siede dietro cingendomi i fianchi, schifata me ne vado; in un centro commerciale parlo con una donna e subito dopo cammino con Luna che poi diventa Otto in strade oscure piene di foglie d'autunno e alberi come ombre e dietro gli alberi cani in branco. Troppa oscurità, torniamo indietro.
Strade oscure diventano scale azzurre in salita, condivido una stanza con una ragazza ambigua che faceva strani discorsi, in cucina un cuoco importante vuole insegnarmi a cucinare. La cucina é bellissima. Lui mi mette alla prova, ma tutte le uova sono rotte. Mi accascio scoraggiata pensando ad una soluzione. Chiudo gli occhi, li riapro, trovo un uovo. Cosa cucino?



domenica 23 novembre 2014

il settimo giorno

Il settimo giorno
è proprio  questa Domenica
- quella in cui ci riposammo,
quella in cui diventammo intimisti
quella in cui sentimmo la pace - .

Senz'acqua, né energie
tutto tace.

E' Domenica.
E' il tempo della riflessione
è il tempo della comprensione.
Abbandonando i giorni di
caos e tumulti,
entriamo in processione
dentro noi stessi.

Il silenzio ci ristora.

Dentro il vuoto rinasco.
Mi guardo allo specchio 
e mi accolgo.
Posso entrare?
Sono in pace.

domenica 9 novembre 2014

dieta dell'anima

Quando sto bene fisicamente perdo l'anima.
Prediligo i disagi corporei che spingono oltre la mente e favoriscono un accrescimento dell'intelletto.
Quasi mi viene di goderne.
Tribolazione e crescita, per una visione sadicamente cristiana della vita.

***

Dopo aver provato quel forte dolore alla schiena ho deciso di mettermi a dieta e di fare esercizio fisico. Una settimana di questo mi è quasi bastato a capire come dimagrisce la mia anima quando il mio corpo sussulta di benessere.
Quel leggero e costante bruciore alla schiena, che sparisce quando mi alleno adeguatamente, serve a ricordarmi che questa sofferenza della mia vita non puo' cessare. Mettersi a dieta è come voler pensare ad altro, voler essere come tutti gli altri.

sabato 8 novembre 2014

il nero e le piccole luci intorno

Sono piena di cose che non ho agito.
Sono piena dei fogli che non ho scritto.
Sono piena della mia stanza vuota
- alloggio che non riesco ad arredare -.
Intorno a me c'è un disordine primordiale.
Dentro di me, l'inanimato grembo.

Aspetto disamorata che mi passi.
Il silenzio mi consola,
mi incentiva a sorvegliare
il nero e le piccole luci intorno


***


Mentre mi spingo nell'immagine  del futuro,
questo cuore che brucia nel respiro
e che mi tedia tuttavia,
è impazienza?
E' disagio?
E' affaticamento?

No.
E' speranza.

***

Ci sono colori che non distinguo,
stimoli che non ascolto,
volti che non esamino,
parole che non declamo.

In tutto questo abita la mia presunzione

di essere arcobaleno,
di darmi un senso o tutti e cinque,
di carpire il volgersi di ogni Dio,
e che la poesia sia in me

- al di là di ogni verso -.


lunedì 27 ottobre 2014

libertà e intimità

La libertà forse non esiste. In ogni aspetto della vita ci sono immancabilmente delle regole.
Anche nella scrittura ci sono i punti, le virgole e i punti e virgola.
Eppure ne ho bisogno, ho bisogno della libertà, tendo ad essa, la sogno, la immagino come una tensione a liberarmi finalmente nell'infinito.
L'infinito viene dopo a libertà.
Nella mia immaginazione, ho bisogno di libertà per sprigionare quest'infinito.

***

Sono nella mia casa anima e sento che tutto mi è familiare.
Ogni cosa è calore. -  C'è un camino, c'è una luce calda, la porta è chiusa. -
Questa è per me un'immagine fondamentale.
Questa è l'intimità.

domenica 26 ottobre 2014

l'ora in più e mio marito

Domenica.
Dio benedica l'invenzione dell'ora in più.
Michele voleva approfittarne per svegliarsi prima. Le nove erano le otto, per lui era bellissimo.
Io gli ho detto:- Non sono le nove, sono le otto. Dormiamo fino alle nove (dieci)-


Dormire di mattina è bellissimo. I miei sogni diventano più vividi, sembra di vivere una realtà parallela.
Alle nove (alle otto) ho sognato di pulire la cucina di mia zia, di diventare improvvisamente ginnica e di riuscire a stare sulle punte come un étoile della Scala.


***


Joan Mirò è una canzone breve.
L'ha detto mio marito
Puro intuito di bellezza: la citazione, mio marito e Joan Mirò.

mercoledì 22 ottobre 2014

trascrizioni postume (appunti dal taccuino nero)


21 Ottobre 2014

Una signora vicino al nostro tavolino alla villa comunale:
-L'importante è essere ricordati.-

***
22 Ottobre 2014
Saper intrattenere relazioni politiche ed economiche è necessario, ma è pur sempre la morte dell'anima.


***

Quando scrivo di meno faccio di più.
Quando faccio di più sento di aver sprecato tempo e incancrenito il cuore.



***

Amo sentirmi trascendente.





lunedì 20 ottobre 2014

varie ed eventuali


Ho capito che le cose della mia vita devono essere facili.


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Non voglio essere coerente. Se lo fossi mentirei e finirei per scrivere una sola storia di me.
Ho un miliardo di storie da raccontare.

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Sono in viaggio in macchina e accavallo le gambe. Spunta fuori dai jeans la caviglia e penso: "Una donna con i peli puo' tutto"

P.S. Frida Kahlo

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Morte naturale: è un'estenuante eutanasia. Forse preferisco la morte accidentale. Non voglio accorgermi di star perdendo le facoltà corporee. Ho bisogno del mio corpo, benchè goffo, per sentire viva la vita.


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Cos'è che consuma il corpo e lo invecchia? La conoscenza.


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Chissà se lui mi ama (anche o soprattutto) ora che ho deciso che non sarò madre?


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Il suo silenzio.
E' per darmi spazio (quanto ti amo!).

domenica 19 ottobre 2014

pannolini

Sempre lei, Marina:

"Amo i bambini, non amo i pannolini"

Un po' quello che penso anch'io.


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Mi guardo intorno - bambini ovunque - li guardo muoversi e giocare e mi sento divertita anch'io.
Li vedo frignare e penso: poveri genitori!


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In questo periodo ho un cagnolino: Otto.
E' un cucciolo, i suoi padroncini me lo portano quando devono viaggiare per lavoro.
E' dolcissimo, ma è un cucciolo. Questo è un problema per me. Dev'essere educato ed accudito più di Toffee, più di Luna. Ha un anno e non conosce il significato del comando SEDUTO. Il che è tutto dire. Ingurgita qualsiasi cosa, tranne le sue crocchette. Si eccita per ogni sussulto di voce allegra e l'eccitazione lo porta a sbavare a più non posso. Con lui non posso fare la dogsitter, ma devo diventare una vera e propria istruttrice cinofila.
Se non ci fosse mio marito avrei già desistito.
Otto è bello, è dolcissimo, è buffo, è vivacissimo, ma non riesco a prendermi cura di lui come dovrei fare.
Anch'io non amo i pannolini come Marina Cvetaeva.

giovedì 16 ottobre 2014

riflettendo

Riflettendo.
I miei post in questa nuova veste (cambiando da Tu vuoi figli? Io voglio solo figli a Un quaderno) vengono letti meno e non vengono commentati quasi mai:-

"Non lo faccio per i lettori, lo faccio per me stessa"

Ho mentito:-

"Essere seguiti è un po' essere amati.
Come l'artista che quando lavora lo fa per la necessità di mostrarsi al mondo.
Per la necessità di essere amati e di essere riconosciuti.
Non nel senso narcisistico...
è per non sentirsi soli."


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Questa mattina una passante mentre passeggiavamo:- "Perchè con il dolore entri in un circolo vizioso!"





mercoledì 15 ottobre 2014

citazione

Sento che ogni giorno in cui non ho scritto versi, e ogni anno in cui non ho messo al mondo un bambino è stato perso.
Così pochi giorni persi.
Così tanti anni persi.

M.C.

lunedì 13 ottobre 2014

creatività

Questo pomeriggio è accompagnato da un nodo in gola:
mettere nero su bianco la creatività non è un problema,
è restare creativi anche domani che lo è di più.

domenica 12 ottobre 2014

non ti voglio più

Ho smesso di amare per possedere.

Ho sognato un mio vecchio amante e gli ho detto:- Non possiamo più stare insieme, ho smesso di amarti. Una buona volta finiamola con questa finzione! -

Era la parte di me che amava per possedere.

Mi sono disfatta dello sterile Io ti voglio.

vivere

Vivere per inerzia e vivere davvero.

La prima esperienza vuole che gli eventi scivolino via nello scorrere a cascata dei giorni.
La seconda presuppone uno sguardo interiore e la ricerca di un significato.

venerdì 10 ottobre 2014

esplodere o chiudere gli occhi e dimenticare

Questa settimana sembra voler esplodere.
E' stata una settimana faticosa, e si contrappone nettamente alla settimana di noia che è stata quella precedente.
Questa settimana abbiamo ricevuto notizie travolgenti, notizie buone, notizie che ci hanno messo all'opera; abbiamo frequentato il primo incontro delle adozioni; abbiamo incontrato mecenati per essere finanziati; abbiamo lavorato su progetti artistici e psicologici; una parte di Noi sta andando a Roma (mio marito) per intervistare qualcuno di importante; poi abbiamo ricevuto brutte notizie; abbiamo vissuto sentimenti contrastanti riguardo l'adozione; abbiamo esaurito delle energie; abbiamo incassato il colpo di una malattia in famiglia, e ci siamo rimboccati le maniche; abbiamo cercato ordine; abbiamo studiato la medicina: la radioterapia, la chirurgia, la stadiazione di un tumore, abbiamo cercato nomi, primari, radioterapisti, oncologi, chirurghi, anatomopatologi; abbiamo cercato una soluzione psicologica; abbiamo avuto voglia di chiudere gli occhi e dimenticare.

mercoledì 8 ottobre 2014

adozione

Ho cercato di creare il vuoto dentro di me e di lasciare che gli accadimenti fossero accaduti. Davvero ci ho provato.
Mi sono detta -non avere pregiudizi, svuotati...lasciati andare, renditi "disponibile"-
Ma accadeva che dentro di me che ero scissa, spezzata, divisa.
E questo pure dovrei lasciare che accada senza respingerlo, vero?
Ero scissa.
Nel progetto adozione sono scissa.

domenica 5 ottobre 2014

tradimento

Sono una terribile moglie.
Sono convinta che per migliorare mio marito nell'arte devo criticalo aspramente.
Ovviamente è solo un mio limite. Io non riesco a comprenderlo.
Quanto perdo di lui per questo mio limite? Quanto tradisco noi?

poesia

La poesia mi dona anima.
Beati tutti i poeti e quando sono nati
e beata mia sorella che un giorno lontano mi regalò un libro di poesie
e mi fece scoprire quanto è infinita la parola in versi.

sabato 4 ottobre 2014

femme

E' tornato.
Irruento, atteso, caldo e passionale.
Mi è tornato il ciclo.
Je suis encore une femme.

venerdì 3 ottobre 2014

me nell'universo grazie a Rothko


Mark Rothko
Blue and Grey, 1962
Oil on canvas, 193 x 175 cm


Questo blog non sarà più un blog, sarà un quaderno sulla quale appunterò me nel mondo, le mie cose nel mondo.

Rothko è fra le mie cose, il blu ed il grigio è l'universalità delle mie cose.

Mark Rothko dipinge me nell'universo. Lo adoro per questo, perchè riesci a rendermi oltre lo spazio, oltre il tempo.

abbiamo comprato, ho comprato

Abbiamo comprato un libro di cucina diviso in stagioni.
Ora stiamo mangiando il menù di Aprile.
Forse la nostra anima è in primavera.

Ho comprato anche i taccuini di Marina Cvetaeva

"Cosa ho amato delle persone? - Il loro aspetto. Il resto - per lo più - lo facevo combaciare"

giovedì 2 ottobre 2014

NOIA




è noia questa noia
questo ta - ta -ta taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
questo ritmo che cerca di cambiare
e non ce la fa mai.

l'epoca del fermo immagine (quella triste però)

Lo stalking della foto ai bambini su facebook non lo sopporto proprio.
Una foto mentre mangiano (wow mangiano)
Una foto mentre camminano (no, non camminano per la prima volta, fanno minimo la quinta elementare)
Una foto mentre giocano (ebbene sì, i bambini giocano)
Una foto mentre dormono o mentre si accingono a dormire col pigiamotto sulle lenzuola (si anche i bambini indossano il pigiama).
Insomma, genitori o surrogati tali, ma voi coi bambini ci parlate?
Perchè queste foto sono brutte, sfocate, vuote, perse. I bambini hanno spesso lo sguardo annoiato di chi non ha nient'altro di meglio da fare che mostrarsi o compiacere.
Che tristezza, questa è l'epoca del fermo immagine che tende a far credere una cosa, invece è tutt'altra.

mercoledì 1 ottobre 2014

sabato 20 settembre 2014

Perdermi nella sofferenza

Il mio quaderno. Oggi ne ho bisogno, davvero tanto bisogno.
La sciatalgia è un dolore lancinante che non mi aspettavo fosse così debilitante.
Mi ha tolto ogni facoltà di muovermi con disinvoltura, di muovermi senza dolore e a volte di muovermi.
Quello che è curioso è che il mio dolore non è stato accolto da due persone importanti.
Mio marito, che mi ha chiesto di soffrire con più dignità (per lui dignità=silenzio), perchè la mia sofferenza fa soffrire... lui. E' figlio unico, capiamolo.
Mia madre si è arrabbiata che non vado a trovarla questa sera:  nonostante lei mi sapesse bloccata, non immagina che io lo sia veramente.
Due persone che rifuggono la sofferenza sempre: uno non va ai funerali, se ha un dolore non lo dice neanche sotto tortura, è sempre incline e sprezzante verso ogni cura della sofferenza, semplicemente perchè per lui la sofferenza devi ignorarla, dimenticarla; l'altra, mia mamma, dopo 3 mesi che è morta la sua di madre, ancora non riesce ad entrare nel suo dolore, o nella stanza dove mia nonna è morta, ogni volta che va al cimitero piange e dopo non ne parla più.
Per carità, ognuno ha il suo modo di affrontare la sofferenza, ognuno i suoi tempi, ma lasciatemelo dire...stavolta mi avete deluso per il fatto che non avete pensato alla MIA sofferenza.
E se pure fossi un'ipocondriaca, sarebbe comunque, una sofferenza. E allora, cazzo, accoglietela questa sofferenza, permettetemi di stare male. Da sempre, da quando ho saputo di non potere avere figli, io questa sofferenza non l'ho sofferta fino in fondo, non l'ho sofferta per quanto è grande questo dolore. L'ho sofferta di nascosto, quasi con vergogna, di essere una donnetta che vuole avere figli e ce si sente mozzata, amputata, squartata di questa negazione.
Voglio un figlio, non voglio SOLO figli, no! Ma voglio un figlio, lo voglio con tutte le mie profonde viscere, voglio IL MIRACOLO, voglio la nausea della gravidanza, voglio quella vita dentro la mia pancia, voglio nutrirlo attraverso il mio sangue, attraverso il mio nutrimento, voglio respirare con lui, voglio che scalci dentro di me, voglio provare il dolore di partorire e sentirmi invincibile vederlo nascere da dentro il mio corpo.
E invece no. Dentro di me c'è assenza, vuoto, secchezza, c'è la sofferenza, c'è un fibroma, ci sono io che quando vengo piango dal dolore, Piango il dolore che non prova mio marito avendo un varicocele bilaterale di 4 e 5 grado. Piango perchè non posso piangere. Che colpa ne ha lui? Ditemi, che colpa ne ha lui? Ma se questa sofferenza la vivessi a pieno, che ne sarebbe di noi? Finirei per distruggermi? Dove andrei a finire? In quale depressione sprofonderei? Sono capace di perdermi nel dolore? La strada giusta è perdersi nel dolore? Sono sicura che senza affrontare questo dolore non creerò mai spazio dentro di me. Ho bisogno di perdermi, e poi di sentire il vuoto e dopo creare, creare qualcosa che mi dia significato. Un significato. Cosa sono venuta a fare su questa terra se non ho possibilità di creare nulla?
Un significato.
Un significato.
Un significato.

martedì 16 settembre 2014

Addio Gianfranco


Ieri è morto un caro amico. Uno speciale però, di quelli che dici... questa cosa è un'amicizia speciale. Lo riconosci quando è così, ti senti onorato quando è così.
Lui era un uomo di abbastanza anni più vecchiarello di noi. Un uomo forte e fragile. Ci chiedeva di raccontargli di noi, di descrivergli per filo e per segno com'è stato il giorno del nostro matrimonio. Parlavamo di arte, psicologia, filosofia, politica. Lui era un artista, uno psicoanalista, un pensatore illuminato, un ribelle. Poi, ci infondeva coraggio, ci diceva di non mollare, che avremmo trovato la nostra via, ci chiedeva in continuazione di tenerlo aggiornato sulle nostre attività lavorative e non. Ci rispondeva con aneddoti romantici della sua vita. Era un padre amorevole e per noi una guida amorevole.



Addio Gianfranco!

lunedì 15 settembre 2014

Due nuovi ospiti: Luna e la sciatalgia.

Dopo alcune reticenze, ho Luna (la mia cagnetta dell'università) qui con me. Mi sento più a casa con lei. E'serena, scondinzola da una stanza all'altra, sbircia dal balconcino il passeggio mattutino della gente, si butta letteralmente  fra le mie braccia, col musetto mi spinge a farle coccole, poi sale sul divano, ma non è comoda lì e preferisce tornare nella sua cuccetta. In effetti questo divano è scomodo anche per me e la mia sciatalgia, il nuovo ospite del mio corpo. Un sintomo da analizzare ma che pragmaticamente mi fa vedere le stelle. Dormire mi è alquanto impossibile perchè stando stesa e immobile il dolore si acuisce diventando atroce.
Così questo Lunedì, che doveva essere un Lunedì di attività, di idee, di programmi, di incontri, di novità, è un lunedì fiacco. Spero che Luna non sia delusa da me.

venerdì 12 settembre 2014

Un quaderno, per la cura di me stessa.

Volevo figli, li voglio ancora.. credo, forse...
Ma senza questione di dubbio sento che non voglio più solo figli...
Il mio Blog cambia nome. Non si chiama più Tu vuoi figli? Io voglio solo figli.. (titolo che avevo tratto dal dialogo di un romanzo di Margaret Mazzantini).
Ora sento che questo blog è diventato per me un quaderno, una cosa mia, un oggetto mio, ma anche un soggetto mio, dove sono io, dove sono voi e tutte le possibili proiezioni di me. Dove posso essere plurale, poetica, ironica, drammatica, ermetica, narrativa. Dove addirittura posso cedere la tastiera a qualcuno e far scrivere cio' che ritengo che sia importante che quel qualcuno scriva. Dove non c'è uno stile di base. Dove posso essere plurima.
Ho bisogno di questo quaderno per curare la mia anima e per farlo, deve essere il più libero possibile.
Sarò un piccolo demiurgo, un artigiano libero della mia coscienza e incoscienza.
Marina Cvetaeva poetessa russa, durante la guerra civile, per riscaldare lei ed i suoi figli dovette bruciare ogni libro della sua casa, ma imparò tutto a memoria, ogni contenuto di ogni libro bruciato. Divenne una biblioteca ambulante e sostituì la lettura alla scrittura dei suoi taccuini. La sua vita interiore era più forte di uno sconvolgimento sociale.
"Non si tratta dei bolscevichi, ma di me. Non letteratura, ma autocombustione"
"Io sono tutta in corsivo".
Il suo taccuino diventò una parte del suo corpo, un organo, un prolungamento di se stessa.
"Io scrivo solo per me stessa"
Questo è il senso di questo blog, di questo cambiamento. Io scriverò solo per me stessa.
Per la cura di me stessa.

lunedì 1 settembre 2014

Evanescenza

Torno dopo quasi un mese d'assenza, due compleanni (il mio e quello di Lui), 2 ristoranti gourmet, un po' di mare e di montagna, mostre, arte, alcune serate tra amici, arrosticini a gogo, un ritardo lunghissimo (anche questo mese), speranze disilluse (anche questo mese), pensieri, parole, pensieri, parole, azioni poche, molta ricerca di svago, di leggerezza, litigi pochi ma buoni, serenità di parvenza.
Torno ma mi pare di non essere andata da nessuna parte. Di acqua sotto i ponti mi sembra che ne sia scarseggiata. Posso effettivamente dire che sono allo stesso punto di prima: una moglie, un'insegnante molto precaria (e in questo periodo di riforma ancora più precaria), una fotografa qualsiasi della domenica, una psicologa a tratti, una madre mancata.
Sarei quello che non sono. Sono in potenza ma mozzata. L'unica cosa certa è che sono una moglie. Non convenzionale, vero. Sono una donna appiccicosa ma spesso chiedo a mio marito di non esserci e darmi spazio. E mi piace così. Sono sicura di averlo conosciuto anche in altre vite. In questa lui è ancora il mio compagno, il mio miglior amico, ma soprattutto ci sono io.
Dopodomani saremo in Svizzera per il Tagung a casa Eranos e non vedo l'ora. Ho smania di respirare aria pura di lago e filosofia.
Dopodomani.
Ci sono ora,
ma in potenza.
Come ogni volta, d'altronde.
Ci sono dopodomani.
Proiettata in immagini della mia fantasia.
Ci sono, ma ora dove sono?

Aleggio leggera nell'evanescenza.

sabato 2 agosto 2014

Di suoceritudine e il rovescio della medaglia

Questione suocera.
Mia suocera mi somiglia, ma mia suocera mi supera.
Molte cose le abbiamo in comune, altre proprio no.
Una delle cose che non condivido è che lei non è diretta. E' strategica, un po' manipolatrice e non vuole mai fare brutta figura.
Se non sei un membro della famiglia e lei non è d'accordo con quello che stai dicendo, lei non te lo dirà mai apertamente.
Se le si chiede di prendere posizione ed è costretta a farlo, e se, malauguratamente, sarà una posizione sconveniente per l'interlocutore, lei dirà sempre che l'hanno costretta a fare o dire quella determinata cosa in questione.
Questo è uno dei motivi per cui la scorsa settimana abbiamo "battibeccato" e per cui non ci siamo mai sentite durante il corso di quest'ultima.

E che mi si perdoni ma... IO MI SONO RIPOSATA!

Quello che mi ha irritato - e non poco - è che stavolta ha usato noi, come scusa per non firmare una petizione scritta dal vicinato per il rispetto della quiete pubblica.
Benché anch'io non fossi interessata a firmarla, non mi sarei mai sognata di usare lei come pretesto per non firmare la denuncia.
"I miei figli non vogliono assolutamente che firmi"
Questo è quello che ha risposto rovesciando a noi la responsabilità della sua mancata azione.
Quando ho provato a farglielo notare lei ha risposto che non avevo capito. Avevo capito benissimo: lei ha detto no, perchè noi l'abbiamo obbligata a dire no.
Ma mio marito ha uno studio commerciale in questo quartiere e inimicarsi il vicinato (oltretutto con un'altra parte del vicinato è meglio davvero non aver colloquio), non è una mossa da furbi. Se lei avesse più coraggio nell'esporre il suo pensiero e fosse meno manipolatrice, non sarebbe suo figlio a rimetterci la faccia, e lei guadagnerebbe credibilità.

In ogni caso domani è il suo compleanno e devo assolutamente farmela passare, anche se mi ribolle ancora il sangue visto che per escludere la mia responsabilità nella sua frase "I mie figli non vogliono che io firmi" lei mi ha fatto notare che io non sono stata contemplata: giustamente, che c'entro io, mica sono la figlia! Sono la nuora, l'ultima ruota del carro!
Questo clima familiare poco sereno ci ha portati spesso fuori casa e il rovescio della medaglia ci ha regalato delle splendide giornate (anche se nuvolose). Le abbiamo trascorse al mare (il mare con la pioggia e le nuvole è meraviglioso, ma non l'ho fotografato) e in giro per l'Abruzzo, in particolare nel Parco Nazionale della Majella: Abbateggio e l'Eremo di Santo Spirito.






















sabato 26 luglio 2014

Amicizia tra blogger


Dopo qualche inconveniente a Roma (la mostra di Frida chiusa il sabato mattina!!!!!) abbiamo visto tutto quello che volevamo (togliendo la mostra su Pasolini e sostituendola con quella di Andy Warhol). Ovviamente abbiamo incontrato Petalo Blu ed è stato un pomeriggio magnifico insieme a lei, Charlie e Mia.
Abbiamo chiacchierato di tante cose, anche se il tempo sembra essere sempre troppo poco e non riusciamo mai a sviscerare tutti gli argomenti come vorremmo. Petalo è una bravissima cuoca perchè ci ha deliziato con una buonissima torta al cacao-caffè e speciali Muffin con zucchine e cioccolato che erano straordinariamente deliziosi; e siccome mio marito è ciociaro dentro (l'ha detto Petalo) ha chiesto pure un pezzo da portare a casa! Che vergogna!
A parte questo, è da un po' che non mi capitava di avere voglia di trascorrere il nostro tempo in compagnia di qualche amico. Gli amici dovrebbero conoscerti bene, sapere cosa stai passando, quali sono i tuoi sentimenti più intimi, i tuoi problemi. Se proprio non possono capire, almeno dovrebbero sapere, perchè vuol dire che ti fidi di loro e che queste emozioni sono ben riposte. Invece no, e forse, noi non abbiamo amici.

Spesso ci capita di uscire con persone che dovrebbero essere i nostri amici, invece sono perfetti estranei, la compagnia del momento, persone con cui non riesci ad andare oltre il commento buona questa pizza, eh? Forse, in primis, siamo io e Marito a non essere bravi ad aprirci...chissà! A volte credo sia questione di alchimia, a volte questioni di invidie varie e proiezioni di ogni tipo. Non so, fatto sta che noi non abbiamo amici con la quale uscire e parlare di noi e delle cose che ci interessano davvero. Ma forse devo dire avevamo, perchè credo che con Petalo e Charlie abbiamo trovato degli amici con cui parlare davvero, scambiare opinioni, raccontare fatti ed emozioni senza paure di svilire i nostri sentimenti nell'esatto momento in cui li pronunciamo. Loro quei sentimenti li conoscono benissimo, come te, come noi. Inoltre sono due persone accorate, accoglienti e, davvero, non so dire quanto sono felice di averli conosciuti. 
Ora, forse, se i tempi coincidono, verranno a trovarci ad Agosto ed io spero che sia un periodo abbastanza lungo per poter parlare con la dovuta calma di tutti gli argomenti che dobbiamo sempre affrontare velocemente e che invece meritano una riflessione più lunga.
Benedetti i blog e gli incontri tra blogger! 


venerdì 18 luglio 2014

Quello che è stato, quel che é e quel che sarà.


Oggi poteva diventare un brutto giorno. A volte i genitori vogliono far del bene ma non si accorgono di farci del male. La loro smania di vederci sistemati va oltre il loro desiderio di saperci appagati. 
Inoltre, la paura di vederci emigrare, fa perdere di vista, sia la misura in cui si puo' dare un consiglio, che la nostra essenza; quindi spero capiscano che ormai siamo grandi e decidiamo della nostra vita in maniera autonoma e senza troppe intromissioni.
Oggi poteva diventare un giorno di malumori invece io e marito abbiamo avuto la forza di guardare avanti e abbiamo organizzato il viaggio in Svizzera. Andremo lì soprattutto perchè a Casa Eranos, Ascona, sul Lago Maggiore, vengono organizzati seminari di psicologia e filosofia e da sempre vi partecipano fra le più grandi personalità culturali del settore. Eranos è diventato così un centro di ricerca e di incontro per artisti e studiosi. Nel ventesimo secolo divenne un riferimento importante per gli intellettuali Europei. 
Io e marito siamo già stati ad Ascona, l'anno scorso, nel periodo in cui ero in soppressione "Enantonica" per la PMA. Quei giorni in Svizzera mi fecero dimenticare l'ansia e l'isteria ormonale a cui ero sottoposta. Nonostante tutto fu bello anche allora. Questa volta abbiamo prenotato un B&B proprio sul Lago Maggiore e non  vedo l'ora di rilassarmi e immergermi in quei luoghi dove senti vibrare il Genius Loci.






Vista dal B&b


Domani sarà un bel giorno.
Domani io e mio marito andremo a Roma. Vedremo la mostra di Frida e poi andremo al Palazzo delle Esposizioni per vedere la mostra dedicata a Pasolini, poi gli Etruschi e una dedicata ai libri per ragazzi allestita ricordando i mitici anni '70. Speravo di trovare ancora quella del National Geographic ma l'abbiamo mancata per pochi giorni.


Frida Kahlo

E poi domani pomeriggio diventerà un giorno super-speciale perchè rivedrò la mia amica Petalo Blu, che ci verrà a prendere nel pomeriggio in una piazza x di Roma ancora da definire e conoscerò la sua stupenda cagnetta Mia. Mangeremo la torta che ha preparato per noi e ci racconteremo tante cose, tutte quelle cose che non possiamo mai dire a nessuno.


mercoledì 16 luglio 2014

Sognare troppo fa male.

Sto scomoda su questa poltrona e con l'umore nero.
Alcune voci di bambini capricciosi per la via mi disturbano la scrittura e la riflessione; li odio e mi odio.
Mi sento vecchia e stanca.
Mi sono stancata ad aspettare il ciclo: una settimana di ritardo, per la precisione.
Per una settimana ho sperato con ogni fibra di me stessa.
Anche con la punta dei capelli, ho sperato.
Il giorno in cui dovevano arrivarmi ha iniziato a dolermi il seno.
Strano - mi sono detta - di solito inizia a dolermi dopo l'ovulazione.
Così si è infilato il tarlo, quello brutto che consuma.
In genere non ci spero, cioè ci spero ma non mi lascio andare.
Mi difendo.
Due vocine alla pari.

Sono incinta!
Ma che dici non è possibile!
Sono incinta!
Ma sei proprio scema, non è possibile! 


Così! Equilibrato.
Ma questo mese non ho bilanciato con la ragione.

Sono incinta, puo' succedere anche a me!
Sì, dai...due giorni di ritardo, non mi capitava da così tanto tempo!
Uh, una macchiolina impercettibile di sangue.
Può essere l'impianto.
Sono emozionata, sono incinta.
Amore lo sai che ho un ritardo? Sei felice?
No, dai... crediamoci per una volta, non fare il razionale!
Amore stamattina avevo una macchiolina un po' più grande ma poi è scomparsa!
5 Giorni di ritardo!! Sono felice! Mi sento il viso tirare all'insù!
Sento di dover ridere!
Sono serena amore, sono sicura di essere incinta! Non sei felice amore?
Perchè non ci lasciamo andare per una volta amore?
Anche a noi puo' succedere una cosa bella!
Amore credo di essermi illusa, c'è una macchiolina un po' più grande...
Fino a quando non è il ciclo devo essere serena!
Dici che devo fare il test? No, non lo voglio fare, poi finisce tutto.
Amore ho comprato il test.
Sì, ma guardalo tu.

...
...
...

martedì 8 luglio 2014

Menomale che c'è Otto!


Otto

Mio marito è uscito per il suo immancabile appuntamento serale con la pallacanestro ed io sono a casa insieme al tempo libero e un po' di noia. 

Ho iniziato a prendermi cura di un altro cagnetto, un cockerino molto giocherellone e simpatico. Si chiama Otto e a parte quando cerca di ingropparsi tutte le ragazze e tutte le cagnette che vede passare, direi che iniziamo ad intenderci alla grande. 



Otto ha tanto bisogno di uscire perchè è un cockerino e quindi ha bisogno di mettere in movimento tutte le energie che possiede. Ed è strano che Otto capiti a me proprio in questo periodo che invece non ho voglia di uscire manco se mi spari. I cani sono terapeutici e ti fanno il favore di farti pensare che sei indispensabile per loro, mentre, molto spesso, sono loro che si prendono cura di noi.

Otto capita in un momento di grandi energie che non posso esprimere, nè con il lavoro, nè con la maternità, nè in altri modi a me congeniali in questo periodo. E così arriva lui, un cucciolotto bambacione, pure un po' sbavettone, che mi costringe ad uscire e a camminare sotto il sole di un'estate che odio. 


Pigr'Otto
Ho sempre detestato l'estate. Io impazzisco d'estate.
Quando ero piccola i miei erano costretti a mandarmi in vacanza con i miei zii perchè loro lavoravano ed io avevo troppe energie che non riuscivo a veicolare in maniera costruttiva. Finivo così per litigare con i miei genitori disperandomi di essere infelice e costretta a stare in un paesino che non mi dava modo di relazionarmi ai miei coetanei o di vedere cose nuove.
Questa stessa energia e voglia di esplorare la sento anche ora, ed anche ora sono costretta a restare in questa città che non mi offre stimoli, che mi delude spesso. Così mi chiudo a riccio e finisco per restare a casa e rifiutare le proposte di marito di uscire. 


Le mie frasi tipiche sono ODIO IL SOLE - ODIO L'ESTATE.E spesso mi ritrovo a sperare ardentemente che piova e venga una tempesta così forte che mi faccia immaginare per un attimo di trovarmi in autunno, quando posso ritirarmi come vorrei dentro me stessa, a pensare e ad aggrovigliarmi in quelli che sono i miei pensieri più bui e romantici (nel senso del tedesco sturm und drung). Ho già voglia di maglione, ho voglia di protezione. Ma ne ho voglia solo perchè non posso esprimermi. Per esprimermi intendo viaggiare, scoprire cose nuove, iniziare nuove avventure. Lo vorrei fare subito, ora, senza aspettare!!
A settembre andremo in Svizzera per pochi giorni, e sono sicura che non mi basterà.


Zamp'Otto

Da un lato mi percepisco insaziabile, incontentabile, viziata. Dall'altro mi sento vittima di una società che purtroppo non mi da i mezzi per esprimermi.

Otto ha fatto già un miracolo: mi fa uscire la mattina a passeggiare sotto il sole cocente...

e al ritorno lui crolla
ed io pure. 

Obnubilati dai raggi estivi.


Grazie Otto.




mercoledì 2 luglio 2014

La riforma Giannini che sta per uccidere la scuola Italiana, che è già gravemente martoriata.


Clicca qui se volete leggere di una disfatta totale italiana dell'istruzione e del sistema scolastico.

Sono amareggiata, sconfitta, atterrita, delusa, infranta, triste, depressa.

Sono sempre più motivata ad andare via dall'Italia.

Dopo quasi due settimane sono riuscita a parlare con la persona di competenza al Miur per avere il certificato di abilitazione richiesto dalla nazione in cui espatrieremo.
Per farlo ho dovuto chiamate tutti, e non esagero quando dico TUTTI, gli uffici del Miur che scaricavano il barile al collega più lontano, che rimbalzava la patata, al collega più antipatico.

Ho voglia di cambiare, ma soprattutto, ne sento il bisogno più assoluto.




giovedì 26 giugno 2014

Partire è un po' morire. Restare è morire di più.



Tra alti e bassi sono sempre più i bassi, ma diciamo che ultimamente mi sento carica di energie e non so se queste derivano dal fatto che ci è balenato per la mente un nuovissimo, bellissimo, entusiasmante progetto che prevede l'uscita di Madness e consorte, dall'Italia.


Non per una vacanza, non per un periodo e basta. Vogliamo espatriare!
Incrociamo le dita, i piedi, le gambe e le braccia! Incrociamo l'incrociabile!
Visto il nuovo progetto, trovate le nuove energie, in questi giorni inizio a muovermi in tal senso e cerco info e iter vari per procedere con il riconoscimento della mia abilitazione all'insegnamento nel paese in cui vogliamo espatriare. Ovviamente sono cosciente che, se tutto va a buon fine, passerà almeno un anno e mezzo prima che si parta. Per il momento ho deciso di essere caparbia e di non arrendermi appena mi si porrà un inconveniente burocratico davanti.
E menomale che l'ho deciso, perchè iniziando a chiamare i vari uffici in Italia, si sono già creati, dal niente, un bel po' di cose che sembra che nessuno voglia risolvere.
Quel che è strabiliante è che invece dall'altra parte, nel paese dove invece desideriamo vivere, ci rispondono tutti, via mail, dopo due minuti, massimo un'ora. In più sono anche chiari e concisi.
Questi modus operandi burocratici totalmente opposti, ci fanno desiderare ancor di più di scappare da questa Italia che non ci offre una prospettiva di vita dignitosa.
La spinta più grande è stata quella di pensare che con un reddito adeguato potremmo iniziare prima le pratiche per le adozioni.
In italia sono inserita fra l'elenco degli insegnanti precari e per molto tempo credo che non avrò mandati, dato l'ignobile atto di assegnare pochissimi punti a tutti coloro i quali hanno un'abilitazione magistrale. Chissenefotte se per 15 anni hanno permesso di relegarci in III fascia, chissenefotte che una laurea in psicologia per loro è carta straccia! Chissenefotte se ho 32 anni, cerco un figlio da tre anni e mezzo e non posso neanche adottarne uno!
Per questo cari amici e amiche italiane, io rinnego le mie origini. A tratti quasi le odio. Non vedo l'ora di far parte di una comunità più civile, una comunità in cui il merito e la voglia di fare, forse valgono qualcosa!



venerdì 20 giugno 2014

La speranza


Madness - Mi è caduta una ciglia!!!!!-

Marito - Mettila fra le nostra dita e premi!-

Madness - Sta sul mio dito, tocca a me!-


Marito - Hai espresso il desiderio?- 


Madness - Sì.-

Marito - Ma è sempre lo stesso desiderio?-


Madness - No (rido)!-


Marito - Oh Madonna avremo una 4Oina di figli!-

venerdì 13 giugno 2014


Oggi nacque Pessoa, 
Domenica è morta mia nonna,
ma morte, nascita e rinascita sono per me concetti indissolubili.

"La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto,
sento i tuoi passi esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio."

Pessoa

lunedì 2 giugno 2014

Faccio i conti con quest'amputazione tutti i giorni. Non ignoratelo!

Non scrivo da tanto tempo perchè mi da fastidio essere letta da gente che mi conosce dal vivo. 
Benchè non si direbbe, non mi piace mettere in piazza i miei sentimenti e visto che in questo blog ho sempre cercato di essere onesta, con me stessa in primis, non vorrei venire qui, in questo spazio mio, e dover censurare la metà delle parole che ho da dire.
Ho scritto "benchè non si direbbe" perchè nella mia famiglia ho la nomea di quella che si lamenta spesso di questa o di quell'altra cosa e quindi di una che non si fa remore a raccontare di se stessa o semplicemente di mettere in piazza la propria opinione. Purtroppo però, sono una "tutto fumo e niente arrosto". Sono brava a dare di me la parvenza di donna estroversa, a volte anche superficiale, sicura, decisa, con un'opinione di se stessa e del mondo che mi circonda.
Invece, non è così. Quando torno a casa dai miei, la metà delle cose che dico non viene considerata perchè, forse, parlo troppo e, forse, sono troppo  netta nelle affermazioni che faccio. 
All'apparenza sembro una donna senza dubbi e si sà, che questo tipo di atteggiamento non sia ben visto dalla moltitudine del mondo a cui, invece, piace il moderatismo. Io sono ironica ma allo stesso tempo spietata. A tutti fa paura quando inizio a fare battute, perchè ho la maleducata indole di smascherare le ipocrisie e le bassezze umane, utilizzando a mia volta la bassezza del riderci sopra.
Ammetendo questa "colpa" posso anche ammettere di essere molto introversa. Un paradosso, un'enantiodromia che in pochi secondo me riescono a cogliere, solo chi mi conosce bene e cioè solo uno: mio marito.
A lui  ho permesso di conoscermi e piano piano ha imparato a capire quanto sono ermetica al di là delle apparenze. Chi conosce mio marito direbbe che è un uomo introverso, silenzioso, razionale e tutto d'un pezzo. Di me, assolutamente la cosa opposta.
Ma se qualcuno chiedesse a mio marito di descrivere me nella nostra coppia, credo mi descriverebbe come una donna introversa, silenziosa, pacata, malinconica all'inverosimile, riflessiva. Se dovessi descrivere lui, direi che è un chiacchierone, un giocherellone, sempre in movimento, intuitivo, sereno, dolce e ironico. Chi lo direbbe? Credo in pochi.
Ed è questo il motivo per cui non voglio che il mio blog venga letto da chi conosco, perchè 1) voglio essere e dire quello che voglio 2) non voglio che conoscano i miei sentimenti soprattutto perchè a volte questi sentimenti sono stati usati contro di me. E un conto è ridere di un vizio, di un'ipocrisia, di una bassezza, un conto è ridere di un'emozione, di una passione, di una sofferenza.
Purtroppo però, non posso e non voglio chiudere il blog, perchè ho bisogno di questo spazio tutto mio e ho bisogno di condivisione.
Così vi racconto una cosa che ieri mi ha fatto soffrire.
E spero che questa cosa non venga usata, nè menzionata in altri contesti che non siano questo blog.
Ieri sera a cena, stavamo parlando dei genitori della mia adorata barboncina Toffee (la cagnetta a cui faccio da dog-sitter). Loro sono una coppia che non hanno potuto avere figli. A cena, con i miei genitori e le mie sorelle, stavamo dicendo che sono persone che riescono a mantenere le relazioni parentali e le amicizie, anche se a distanza. Poi mio marito mi fa notare che, anche un'altra coppia che conosciamo, ha lo stesso modo di fare: chiamano sempre per prima per gli auguri, per ogni tot di tempo che non si fanno sentire segue subitamente la telefonata per sapere come stiamo ed hanno una serie di conoscenze che credo "serva", anche inconsciamente, ad entrambe le coppie, per sentirsi meno soli.
Così, stando nel discorso, anche molto istintivamente, me ne esco con questa frase  : - Forse si sentono soli, forse diventeremo anche noi così...-

Erano presenti tutti. Tutti si sono ammutoliti. 

Un secondo dopo hanno cambiato discorso.

Come non sentirsi accolti!
Come sentirsi...respinti!

Comprendo il loro imbarazzo.
Vorrei solo che capissero chi sono e quanto mi è costato esporre quei sentimenti lì, quanto mi sono sentita idiota nel momento in cui ho sentito quelle lacrime beffarde tradirmi e riempirmi gli occhi.

Quanto mi sono sentita idiota a cercare di mandarle indietro...

Esisto. Sto soffrendo.
Non ho sangue vivo che sgorga dal mio petto, ma faccio i conti con quest'amputazione tutti i giorni.

Non ignoratelo!


domenica 11 maggio 2014

Non è la mia festa

Oggi non è la mia festa,
ma ho ricevuto lo stesso un regalo:
un giorno di ritardo affinchè tornassero oggi,
copiose,
abbondanti,
dolorose,
a ricordarmi di essere una donna
senza maternità.

domenica 4 maggio 2014

Dove sei?

Oggi, come ogni fine settimana, sono stata da mia nonna.
In realtà non lo so da chi sono stata.
Lei non c'è più da un bel po'.
Ci sono i suo occhi spenti, le sue ossa fragili, il sondino per alimentarla.
Da qualche tempo ci ha lasciati. S'è ritirata nel profondo della sua sofferenza.
A volte cerca di strapparsi il tubicino che le entra dal naso. Vuole morire.
Sta morendo.
A volte spero che lo faccia in fretta. A volte mi viene in mente che siamo stati egoisti a curarla così bene, a tenerla in vita, nonostante la sua anima voglia andare via.
Il suo corpo sembra vuoto e martoriato.
Le piaghe da decupito, la ferita che le sta perforando le arterie giorno dopo giorno, il buco in gola da tracheostomia, le gambe paralizzate, il buco in pancia quando le hanno asportato lo stomaco.
Mia nonna non è più un essere umano. Se c'è dignità nella vita, dovrebbe esserci anche quando si sta morendo. Invece lei non c'è l'ha più. Non ha più dignità.
Quando la si guarda, si osserva tutto quello che esattamente non vorremmo mai che accadesse a noi.
L'indipendenza che si è dovuta piegare, la forza che ha dovuto cedere il passo alla stanchezza.
Lei non c'è più. Quando cerchiamo di farci riconoscere  le facciamo un torto.
Perchè lei per un millisecondo, chiamata, è costretta a tornare fra noi e forse in quegli istanti sente l'angoscia di chi non riesce a morire in pace.
Mia nonna ha vissuto una vita di malattia, ma la ricorderò per sempre come la donna più forte del mondo.
E nonostante tutto, ho paura che queste siano le sue ultime ore di vita.
Dove sei?
Mi fa paura, ma DEVI andare via.

sabato 3 maggio 2014

The Divergent


Sono in una fase di apatia mostruosa.
Di me leggerete spesso post contraddittori, perchè io sono quella cosa e poi la negazione della stessa cosa.
Ora mi trovo in questa fase e ancora non so che farmene. Per ingannare il tempo, lotto. Per la politica ovviamente. Vendo l'anima al diavolo, sapendo che potrei scoprire di aver creduto in qualcosa di malato.
Ho dei dubbi. Ad esempio ho paura di ritrovarmi in un movimento un po' razzista. Odio il razzismo. Ma è capitato anche a me di essere un po' razzista (con i tedeschi ad esempio un pregiudizio banale lo so!). Così mi informo, mi informo, mi informo e più mi informo più non riesco a capire con nettezza cosa significhi quel tema o quell'altro ancora.
Mi sono sempre sentita nel limbo. Nè di là, nè di qua. Sì a questo, ma anche un poco quello. Anche quando leggo i vostri blog, questo lo capisco ma quest'altro no. Guardate che è un'inquietudine terrificante vivere così.
Di recente ho visto un film, un po' scadente, la storia però era caruccia; si chiama The Divergent. 
C'è un mondo diviso in categorie: i candidi che ritengono che la colpa della guerra sia l'ipocrisia, sono sinceri e dicono sempre la verità; i pacifici reputano la malvagità causa della guerra, non sono affatto aggressivi, sono assistenziali e coltivano la terra; gli eruditi che vedono la guerra come la conseguenza dell'ignoranza, farebbero qualsiasi cosa per la conoscenza, sono insegnanti e mettono al primo posto la ricerca; gli abnegati sono convinti che l'egoismo sia la causa di tutte le guerre, sono caritatevoli e altruisti e per questo governano il paese, gli intrepidi che credono che la guerra sia causata dalla codardia, sono coraggiosi, forti e proteggono la popolazione.
In questo momento nella mia vita sto cercando di appartenere ad una categoria, come la protagonista del film che cerca di appartenere ad una di quelle, ma ad un certo punto scopre di essere una divergente, cioè di non appartenere a nessuna categoria, di esserle tutte. E questo non è un problema per me, a me piace il pluralismo. Solo che non mi sento mai parte di una comunità, non mi sento mai integralmente condivisa. E questa cosa un po'mi pesa. Quando avevo 18 anni, avevo un fidanzato e a lui confidavo questa sensazione di non appartenenza, solo che non la sapevo spiegare. Gli dicevo "voglio essere normale" e lui "ma guarda che è bello sentirsi diversi" . Io però volevo essere come le altre ragazze, mie compagne di classe e non perchè stimassi tutto quello che facevano o dicevano, ma solo per sentirmi  "dentro".
Dentro di me invece, c'era solo una grandissima solitudine, che ora sicuramente mi spinge a credere che sia la mia ricchezza, ma  fa star male... nonostante a quei 18 anni se ne siano aggiunti molti altri.

sabato 12 aprile 2014

La scienza che non è scienza... è un punto di vista.

Venerdì, ovvero ieri, avrei dovuto fare il pre-ricovero per asportare il fibroma.
Un po' di tempo fa, un mesetto fa, mi sono recata dalla ginecologa per vedere se il polipo che avevo era ancora lì. Fortunatamente il polipo endometriale che avevano visto mentre stavo facendo la stimolazione per l'ICSI è scomparso. La ginecologa mi ha detto che è possibile che il polipo, come un feto, non abbia attecchito bene e se ne sia andato con uno dei cicli mestruali successivi. Ho abortito il mio polipo. Menomale che qualcosa di buono l'ho fatto. C'è rimasto giusto il tempo necessario per non far andare nel verso giusto la Pma. Come per dire, lo vuoi capire o no, che non s'ha da fare?
Dalla ginecologa ci sono andata per un motivo: far si che il mio utero fosse il più accogliente possibile. Inoltre la dottoressa mi ha detto che non ho più l'ovaio policistico, quindi diciamo che il mio corpo da quando non vuole più così ostinatamente solo un figlio sta migliorando, si sta auto curando.
Il corpo essendo psiche migliora se disinflazioniamo i nostri immaginari. Avevo un solo immaginario: Tu vuoi figli? Io voglio solo figli. Palese no? Una volta, parlando con mia madre (prima che scoprissi che secondo la medicina noi non potremmo avere figli) le dissì: UNA DONNA CHE NON PUO' PROCREARE NON è UNA DONNA. Glie lo dissi con cattiveria, perchè sentivo che proprio quello sarebbe stato il mio destino. Era rabbia, era rifiuto. Ora penso tutt'altro. A volte guardo le donne che hanno figli e purtroppo, spesso, la maggior parte di loro, un po' mi fa tristezza. Sono donne un po' svuotate, un po' perse dietro un solo unico ruolo: essere madri, solo madri. Ed è un po' come il mio "voglio solo figli". E' a senso unico, prescindendo tutto il resto. Per il mio lavoro ho intervistato qualche artista, molte di loro, madri. E tutte mi hanno raccontato la stessa identica solfa. Ho iniziato a dipingere presto, solo che dopo sono diventata mamma ed ho tralasciato questa passione per molti anni, dedicandomi anima e core ai figli. Un ritornello tristissimo. Spesso le donne non riescono a trovare l'equilibrio giusto. Si perdono nell'immaginario dell'essere madre. Questo per lo meno lo dico senza sentimento verso la prole cioè quel che vedo dall'esterno.
Sogno ancora di essere madre, lo sogno con tutta me stessa, ma ho paura di perdermi anch'io come mi ero persa il quel voglio solo figli. Non è vero che voglio solo figli. Ora per prima cosa, quello che desidero che mi accada in primis, è che io possa avere la possibilità di esprimermi e realizzarmi. Voglio un posto nel mondo, voglio viaggiarlo, voglio esperienze, voglio perdermi in un altro modo. Voglio destrutturami e scoprirmi nuova.
Venerdì, ovvero ieri, avrei dovuto fare il pre-ricovero per togliere il fibroma.
Non ci sono andata.
Il fibroma non mi preoccupa. E' molto piccolo, lo avrei tolto solo per il dolore, ma coincidenza, da quando ne ho parlato alla ginecologa e mi ha detto che molto probabilmente mi fa male perchè rende il mio utero retroverso più retroverso, ha smesso di dolermi.
La psiche inganna, la psiche invia messaggi: i sintomi. Poi un giorno, stai lì a pensarci, li analizzi e loro scompaiono. Come il polipo. Sì, sì medicalmente lo sanno tutti che è molto comune che se ne vada, ma psichicamente fa effetto sapere che sia venuto per un motivo e se ne sia andato subito dopo. Questo motivo devo prenderlo in considerazione, non posso ridurlo ad un mero fatto medico.
La scienza vuole spiegarci la causa organica, ma a noi tocca dargli un senso più ampio, perchè il corpo è psiche come la nostra anima.

lunedì 7 aprile 2014

DUE COSE

Due cose. Vi devo raccontare due cose, che non c'entrano niente l'una con l'altra ma di entrambe ho avuto il pensiero di volervelo scrivere.

PRIMA COSA) Son due notti che sogno donne incinte. La prima notte ho sognato due blogger! Crederete che son pazza, ma è successo davvero. Ho sognato Diarista e Policisticosa. Avevamo tre casette coloratissime. Sembrava il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Tutto colorato, tutto fumettato. Tre case, la mia nel centro. Loro escono fuori dai recinti dei loro giardini verdissimi e mi mostrano il ventre: bello, rotondeggiante, pieno. Mi sento emozionata, loro sono al settimo cielo. Ed io sono felicissima. Loro mi dicono che presto toccherà anche a me. Sono rimasta meravigliata da questo sogno. 1) perchè mi fa pensare che la felicità che ho provato era sincera e che questa infertilità della nostra coppia, non ha avvizzito il mio cuore; 2) perchè io non conosco nè Diarista, nè Policisticosa (che tra l'altro non scrive da tantissimo tempo) e quindi non so come la mia psiche sia arrivata a loro per simboleggiare qualcosa di me che sta nascendo, che è gravido. La seconda notte ho sognato mia cugina. La donna più fertile del mondo, a lei basta pensare di volere un figlio che subito ne è incinta. E infatti, nel sogno mi diceva di esserlo. Non ricordo bene il sogno ma anche con lei non ho provato invidia, nè un minimo senso di frustrazione. Quindi è chiaro che protagonista del mio mondo onirico non sia il senso di maternità mancata, ma qualcosa che di me sta nascendo. Chissà cosa sta nascendo? Aspetto i sogni di queste altre notti e spero che la psiche mi risponda.
SECONDA COSA) Nei post precedenti ho accennato al fatto che mi sono data l'opportunità di mettermi alla prova con la fotografia. La mostra, organizzata da un'associazione di artisti, è stata una delusione sonora. Ci hanno fatto esporre in una specie di  grotta senza illuminazione, muffa alle mura e tavoli con tovaglie di raso a fiori. Una tristezza allucinante. Addirittura non si sono neanche preoccupati di evidenziare i nomi degli autori. Quando ho visto qual'era lo stato di disamore per l'arte e per chi esponeva, mi si è chiuso lo stomaco. Ho lasciato decantare la rabbia per la cocente delusione e il giorno dopo cioè ieri, sono andata a ripredermi le foto tra lo stupore degli organizzatori, che non si aspettavano che avessi una bocca parlante. Vi racconto di questa banale delusione, non per dargli troppa rilevanza, ma perchè ho scoperto qualcosa di me che mi piace, ovvero la dignità per me stessa. Ribellarmi alla presidente dell'associazione, una serva della politica locale, mi ha dato una spinta di vita, un'energia in più nel sostenere le cose in cui credo, i sogni che desidero.

sabato 5 aprile 2014

PAROLE NOTE






Amo sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo,
cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i Disegni dell’Universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili
e si crea false forme di comportamenti, plagiata da Personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri,
non per via delle deviazioni narcisistiche delle loro personalità,
ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità è permanentemente insoddisfatta,
il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime!
Mi piace invecchiare,
perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
Non mi piace chi, per retaggi infantili,
trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace un Papa che predica
senza condividere la sua anima con una Papessa.
Non mi piace che la Religione
sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Amo collaborare e non competere!
Ogni secondo di vita è un regalo sublime!
Mi piace scoprire in ogni Essere
quella gioia perenne che potremmo chiamare Dio Interiore.
Non mi piace l’Arte che serve solo a celebrare il suo Autore,
mi piace l’Arte utile per guarire.
Non mi piacciono le persone eccessivamente stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso!
Amo affrontare volontariamente la mia sofferenza
con l’obiettivo di espandere la mia Coscienza.

Tratta dall’albo Parole|Note letta da Filippo Timi

venerdì 4 aprile 2014

Il gruppo delle cercatrici anonime!

Ad Aprile il mio corpo ha parlato ed ho sentito perfettamente e distintamente quando ho ovulato. Muco e dolorini pre-ovulazione mi hanno aiutata senza problemi, cosa che non accade spesso..anzi, diciamo pure che raramente è la parola giusta. Io e marito fortunatamente non ci facciamo mai mancare l'attività sessuale, ma stavolta, sapendo che ero nei giorni clou, fare l'amore ha ri-trovato, oltre al piacere, anche la speranza del  voler cercare una gravidanza. Una sensazione che da tempo non provavo.

Sono tornata (o regredita) ai tempi in cui mi affidavo agli stick ed alla temperatura basale: fare l'amore pensando a, pensando che, quello sarà miracolosamente il momento in cui stiamo concependo nostro figlio, quel figlio tanto desiderato, tanto sperato.
Mancano sei giorni. Sei giorni all'arrivo del ciclo. 
Ho le tette gonfie, la schiena a pezzi, fittine qua e là e stanchezza. 

FANTASINTOMI.
NON CI SONO DUBBI!!

So riconoscere perfettamente le illusioni dì chi sta appresso alla Cicogna.
Ormai sono una veterana. 
Solo che... Cazzo, come ti fotte la speranza!! Formerei il gruppo delle cercatrici anonime (come quello degli alcolisti, per intenderci) se non finissi per essere considerata pazza. Ahimè! Con un po' di vergogna lo ammetto: cercare un figlio può diventare una dipendenza! Finisci per annientarti, finisci per pensare sempre a quello, per navigare ore ed ore su internet alla ricerca di quello o di quell'altro sintomo. Menomale che mi sono ripresa!!! ANCHE SE...questo mese, la tentazione di googlare di nuovo 7po sintomi di gravidanza!! è stata fortissima.


Ti preCo...no!



giovedì 3 aprile 2014

Cose della vita

Oggi è nuvoloso, pero' cercherò di non farci caso. Tra qualche minuto mi alzerò da questa poltrona e inizierò la mia giornata.
Quando sono molto giù, vestirmi è già un gran passo. Ma io oggi farò di più: mi vestirò e andrò dal fotografo perchè le mie foto saranno pronte per la riconsegna.
Poi con marito andremo in un uno di quei centri dove vendono cornici e cose per il fai da te e cercheremo un supporto adeguato per le foto (che verranno esposte in una galleria d'arte).
In seguito andrò al supermercato a comprare del tofu, perchè ho promesso una cenetta vegetariana alle mie sorelle. Penserò al pranzo e poi alla cena. Poi nel pomeriggio forse scriverò qualcosa, o forse prenderò la mia Nikon e inizierò a fare qualche foto.
Insomma, oggi non voglio darla vinta alla depressione, oggi io la sostituisco col fare ...perchè queste son cose della vita no?


E come rondine volare,
cercare, trovare, 
costruire, emigrare.

E come mare far sognare,
aiutare ad amare,
infrangersi e agitarsi.

E come fiore sbocciare,
risplendere, per una farfalla
appesantirsi e poi morire.

E come pioggia cadere, 
rinfrescare, bagnare e
a volte distruggere.

E come cielo ospitare,
il sole risplendere e
la luna raccontare.

E come bimbo sorridere,
piangere, gioire,
correre e così vivere.

E come rondine, mare, fiore io...
come pioggia, cielo, bimbo io.

mercoledì 2 aprile 2014


"Mi pesa, sì, mi pesa non lasciare almeno un figlio, quando morirò. Ed è per questo che ai miei libri mi riferisco sempre con la parola bambini. Il mio bambino, i miei bambini. Ma i miei bambini sono bambini di carta. Non di sangue. E i bambini di carta non partoriscono altri bambini di carta. Sono una ben povera illusione di maternità."

(Oriana Fallaci)

martedì 1 aprile 2014

Un mondo di lupi


Il sentimento che mi caratterizza in questo periodo è la disillusione. Guardo la gente e, a priori, mi sta sulle palle. Al supermercato osservo la persona con il carrello davanti  al mio e ... mi sta profondamente sulle palle. Cos'ha fatto? Niente, ma ha alzato gli occhi al cielo quando un signore con due soli articoli ha chiesto se poteva passarci avanti. Sì che molti ce la usano a fare i furbetti, ma la gentilezza è un valore rarissimo che spero di non dimenticare mai. Vado nella pizzeria al pezzo vicino casa mia e non ti salutano manco se gli spari, vado al negozietto alimentari dell'angolo e  puntualmente ti fregano un euro (ma anche due). Mi chiedono il cognome e vogliono venire a conoscenza del patrimonio economico della mia famiglia. Poi, fai bene il tuo lavoro, ma siccome non sgomiti, gli sgomitanti hanno sempre il posto migliore. 
Inoltre ad aumentare questa disillusione contribuisce il fatto che per me il mondo esterno è diventato scontato e pieno di clichè.  Quasi nulla ormai mi stupisce. Non mi stupisce che se sono educata, gli altri mi calpestano, ma se me la tiro un po', ricevo quella considerazione da uomo sottomesso che odio con tutta me stessa.
Odio che in questa cultura va avanti solo chi ha potere e chi non ha rispetto, chi non ha passione, chi vuole prevaricare.
Sogno un mondo migliore, ma in realtà vivo in un mondo di lupi.





Artista africano-Malangatana Valente
Mostri grandi divorano mostri piccoli