Mio marito è in piscina. Io sono sola in casa. Finalmente sola.
Non è che non sia felice del fatto che la maggior parte della giornata la trascorriamo insieme, è solo che a volte ho bisogno di solitudine. Quella solitudine che ti fa respirare, che ti ridona lentezza, che si prende spazio, che non deve preoccuparsi delle emozioni altrui, degli spazi altrui.
A volte ho bisogno di rischiarare la mente, ho la necessita di silenzio, di casa vuota, di sgomberare le orecchie dalla presenza esterna.
E quando sono con lui, sia chiaro, io sono felice di stare con lui. Sono la donna più felice al mondo quando mi sveglio la mattina e c'è lui vicino a me, che ha già preparato la colazione, per me e per lui. Sono la donna più felice al mondo quando condividiamo il silenzio della nostra casa vuota, quando siamo agli estremi del tavolo della cucina e siamo tutti e due al lavoro su un qualche articolo, su una qualche ricerca, su un qualche progetto. Sono la donna più felice al modo, ma ho la necessità di stare sola.
Quando sono sola, posso essere triste. Non devo sentirmi in colpa per questo. Quando sono sola, posso piangere del vuoto che sento e che insieme a lui cerco di riempire con mille attività.
Quando sono sola ascolto musica tormentata. E poi la riascolto e poi la riascolto, che i vicini di casa se potessero firmerebbero una petizione per evitare il loop melodrammatico che esce dalle finestre di casa mia.
Così, quando sono sola, posso sentirmi una donna a metà. Posso ammettere a me stessa, che c'è una parte di me che soffre da morire.
Quando sono con lui soffro lo stesso, non è che non soffra, ma soffro anche per lui. Così cerco di farmi vedere sicura del fatto che questa vita destinata a restare a due, sia proprio la vita che ci spetta, quella che nonostante tutto ci darà delle soddisfazioni.
Stamattina mia suocera mi ha raccontato che è andata a casa di una coppia, loro amici di famiglia da tanti anni. Questa coppia non ha potuto avere figli.
La moglie si è fatta trovare tutta preparata all'arrivo degli ospiti. La casa ordinatissima, maniacalmente precisa, le tazzine del caffè già posizionate sul tavolo, il biscottino vicino ogni tazzina, la macchina del caffè già caricata. Un brivido mi ha percorso la schiena.
Il racconto mi ha fatto immedesimare nella la solitudine di avere una casa vuota che si trasforma in nevrosi del controllo, quello ossessivo, quello che si presenta per riempire il vuoto affettivo. Ho urlato nei miei pensieri: non voglio quella vita.
Se proprio non dobbiamo avere figli voglio diventare un'artista bohemien. Una donna sregolata con molto caos intorno. La casa sempre piena di amici, artisti, pensatori, letterati e noi pieni di vizi.
Quest'anno nuovo mi ha restituito qualche energia.
Ne sono consapevole perchè mi sento cambiata. Eppure è cambiato solo un numero sul calendario. 2013-2014. Dal 3 al 4.
Nella simbologia dei numeri il 4 completa il tre. E' il più perfetto tra i numeri. E' il numero che rappresenta i 4 elementi: il fuoco, l'aria, l'acqua, la terra. Rappresenta la concretezza, l'ordine, l'orientamento e i derivanti punti cardinali, nord, sud, ovest, est.
In questo 2014 avrò l'opportunità di mettere definitivamente un punto di svolta alla mia vita e decidere qual'è la mia direzione.
Dal tre al quattro. Sembra non cambi molto. Invece sì. Non c'è più il tre. Il tre si trasforma in 4, in un qualcosa di più completo. Il tre non si perde, senza tre non esiste quattro, ma si trasforma. Ed è questo che mi aspetto: cambiamento. Quel cambiamento che già sento. Quel nuovo che già vivo in me. Quel nuovo preso dalle lotte passate, quella speranza che torna a fare capolino. Non torna sola, c'è un cambiamento che posso descrivere come un'intuizione sorda, un calore al petto, un ottimismo latente che in una parola potrei chiamare Fede.
Io ho fede in questo 2014, io ci credo. Torno a sperare, torno a vivere.
Eppure è cambiato solo un numero sul calendario. Dal 3 al 4. E' come varcare l'ingresso di una stanza nuova della tua vita. Passano gli anni, cresco, invecchio e più mi avvicino alla morte più ne cerco il senso. Più mi avvicino alla morte delle cose, più ne osservo la rinascita, più mi sento viva.
Perdonatemi l'incipit scurrile ma non ce la facevo più.
Il 13 mi porta sempre sfiga e l'anno appena trascorso ne è stata la prova incontestabile. Scientifica direi.
Per paura che il 2013 non perdesse l'ultima occasione di deluderci, io e Lui abbiamo deciso di stare da soli la sera del 31, soli ma con la piacevole compagnia di Toffee (la barboncina a cui faccio da dogsitter).
Così in barba agli inviti ricevuti, ci siamo messi comodi in tuta ed abbiamo iniziato a cucinare.
Menù:
Cappelletti in brodo di carne
Involtino di manzo con olive di Gaeta e lardo di colonnata adagiate su una salsa di peperone giallo.
Crepe ripiena di crema pasticcera con riduzione d'arancia.
Questa cena in due racchiude tutta la speranza che il destino ci riservi un 2014 migliore o che ci dia gli strumenti per affrontarlo al meglio.
Per il momento il mio oroscopo mi ha promesso tanta fortuna, vediamo se gli astri manterranno quanto promesso!
Anche se in ritardo ....
AUGURI DI BUON ANNO A CHI NEL 2013 SI E' SENTITO UN PO' PERSO, A CHI HA PERSO LA SPERANZA!
I parenti ci fanno un brutto effetto, ma fortunatamente abbiamo resistito bene fino a ieri sera.
Fino a ieri sera abbiamo avuto una complicità invidiabile.
Io stavo giù. Lui mi prendeva mi faceva ballare e poi iniziavamo a cucinare.
La cucina è uno dei collanti della nostra relazione. Bignè, creme, crostate, pollo al burro, timo, rosmarino, pasta cacio e pepe, pennette alla matriciana, maiale con purè di ceci. Insomma una festa di sapori. Ma a volte non basta.
Lui stava giù. E allora gli proponevo di andarsene un po' al campetto a fare quattro tiri al cesto da Basket. Così, tornava spompato e con meno energie distruttive.
Ma a volte non basta neanche questo. Soprattutto quando piove e non puo' andarci.
Finisci in questo modo per ritrovartelo zombificato e vagante in casa, chiuso in un silenzio che fa rumore.
E allora gli fai la domandina in maniera tenera anche se già ti girano le ovaie perchè non capisci il motivo della sua lunaticità e soprattutto perchè quando sta girato per i cazzi suoi, senti un moto d'odio nei tuoi confronti.
-Amore che c'è che non va? che succede?- - Niente.-
Che se uno mi rispondesse Niente solo che ho sonno, Niente solo che ho mal di gola, Niente solo che piove ed io sono metereopatico, Niente solo che vorrei fare questo ma non posso...potrei anche crederci.
Il fatto è che lì, dopo il niente, Lui ci mette il punto e il punto mi fa perdere le staffe.
Così la parte stronza di me inizia ad urlare che non è pagata per sopportarlo, che non ho motivo per dover far finta che tutto vada bene e che se vuole stare meglio, non deve rifugiarsi in quel silenzio di merda che mi relega lontana da lui.
Perchè è così che mi fa sentire, lontana.
E dopo essermi abituata a parlare di ogni cosa, ad essere complice con lui di ogni cosa, dopo essermi abituata ad essere coccolata, il silenzio e il vuoto che riesce a creare, egoisticamente, fa male.
E fa male di più, quando sai che sta per tornarti il ciclo e hai già tutti i sintomi e ti girano meravigliosamente bene le balle anche a te.
Ti girano di meno quando capisci, che è giusto a volte andare lontano e creare un vuoto, che anche gli uomini a volte meritano di avere il ciclo, solo che non sai se in fondo, questo sia... un perfido augurio.
Quello che non mi piace del Natale sono gli isterismi.
Non mi piace comprare stupidaggini giusto per sdebitarmi.
Non mi piace vedere nei centri commerciali gente zombificata che compra il primo regalino che rientra nel budget prefissato tanto per regalare qualcosa. Lo odio. Per me è tristissimo.
Non mi piace quando si creano gelosie o puntigli se inviti o non inviti qualcuno il giorno di Natale.
Non mi piace l'aspettativa che tutti hanno in questa festa.
Non mi piace che il Comune ci abbia regalato bollette di acqua e Tarsu spropositate.
Non mi piace Letta, che travestito da Babbo Natale ci abbia già promesso nuove tasse per l'anno nuovo.
Non mi piace l'indifferenza degli italiani e oltre a non piacermi credo anche che non sia PERDONABILE.
Anche se è Natale.
I like Christmas
Quello che mi piace del Natale sono i colori.
Mi piacciono le stelle di Natale.
Mi piacciono le luci.
Mi piace che faccia freddo.
Mi piace scoprire un Natale diverso, perchè ora sono sposata e trascorrerò questo giorno sia con la famiglia di Lui (pare che le incomprensioni con mia suocera si siano appianate...fortunately!) che con la mia famiglia.
Non vedo l'ora di mangiare cose buone cucinate da altri!
Domani sera farò l'ospite e dopodomani farò ancora l'ospite...
ovviamente, anche questo mi piace!
Poi, torneremo a casa e ci vedremo un film, un bel film.
E questo mi strapiace perchè saremo saremo stretti, coperti, imbacuccati.
La nostra cara nonna stamattina viveva un'altra vita.
Non si trovava in una poco rassicurante camera d'ospedale.
Era nella sua cucina. E chiedeva alle sue figlie di prenderle alcuni ingredienti in frigorifero per cucinare.
Perchè una povera donna, dopo tanto soffrire, DEVE pur proteggersi!
Lei si trovava nella sua rassicurante cucina, dove ci ha insegnato a cucinare, dove ci ha insegnato le tradizioni...
E tra un manicaretto e l'altro ci ha impartito lezioni di vita.
Oltre alle gambe paralizzate, la cancrena, l'asportazione dello stomaco, il diabete, il tumore alla bocca, le è toccato pure una bella tracheostomia.
Non sentirò più la voce di mia nonna. Non quella di prima almeno.
Ma spero di averla ancora un po', vicino.
Questo 2013 è stato devastante.
Abbiamo scoperto di non poter avere figli.
Abbiamo provato con la pma, che è fallita miseramente, senza neanche troppe aspettative.
Mia madre non è stata bene.
Ha dato le dimissioni dal suo lavoro.
Ovviamente non le è stata pagata l'ultima mensilità nè il tfr, quindi è iniziata una causa ai suoi datori di lavoro.
Mio padre non è stato bene.
Ha una malattia cronica allo stomaco.
Mio padre è stato mandato in cassa integrazione.
Mia sorella ha perso lavoro.
Mia zia ha scoperto di avere un tumore di 7 kg.
L'hanno operata due volte.
Poi si è operata mia madre.
Mio padre riceve notizia che la sua ditta ha intenzione di licenziarlo, per fare posto ai giovani, lasciandolo senza pensione.
Le nostre attività lavorative sembrano decollare con tanta sofferenza.
Riceviamo notizia che la nostra convivenza per il tribunale minorile, senza prove e solo con testimoni, non vale niente. Quindi non possiamo neanche fare di richiesta, per il momento.
D'altro canto non avremmo i soldi per provare con un'adozione internazionale, quindi forse non è proprio un torto...
Spero di ricordare questo 2013 solo perchè è stato l'anno in cui ho sposato mio marito.
Perchè mio padre ha trovato una cura che lo fa stare meglio.
Perchè mia madre si è operata ed è andato tutto bene.
Perchè il tumore di mia zia è stato sconfitto togliendole tutto l'utero.
Perchè mia sorella ha trovato un lavoro, un po' precario...ma l'ha trovato.
Perchè mia madre vincerà la causa contro quegli schiavisti che l'hanno fatta lavorare come una serva.
Perchè mia nonna ce la farà ancora una volta e le cose si aggiusteranno.
Perchè io e Lui siamo diventati inseparabili.