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martedì 19 febbraio 2013

E' nostro o non è nostro sto matrimonio? Adozione e ... (baj jia bei)

Un mese fa abbiamo deciso di sposarci e siamo già alle molestie morali da parte dei genitori e suoceri!

Frase ricorrente: - E ma i tuoi nonni ci restano male se non inviti gli zii!!- (secondo me a molti zii faccio un piacere!)
Seconda frase: - Ma non possiamo trattare un po'? - (e che stiamo al mercato?!)
Terza frase: - Gli zii non CE lo perdoneranno mai! - ( caso mai VI... il matrimonio è noooostrooooo!!!)

Qui non s'è capito che chi si sposa siamo io e il Socio! 
PUNTO.

Mentre ascolto questi ricatti morali, sia davanti ai suoi che davanti ai miei genitori, sono irremovibile, ma poi quando mi ritrovo sola con Lui mi faccio venire i sensi di colpa e ho paura che i miei nonni, delusi da me, facciano diventare quel giorno un po' pesante!

Forse, spiegare che non abbiamo i soldi per una cerimonia in grande dovrebbe convincerli a stare più sereni : NOI NON VOGLIAMO FARE UN TORTO AD ALCUNO!! 
Però poi mi viene fuori il fumo dalle narici quando ragiono e capisco che così facendo non ci stanno rispettando!
Anche perché non è solo una questione di soldi ma soprattutto una scelta!!

A noi non piacciono le ipocrisie e siamo abbastanza fermi nel volerle escludere dalla nostra vita.
Inoltre, l'intimità è una questione di pochi. E solo quando si è in pochi credo che, io e Lui, riusciamo ad essere noi stessi.

Poi se potessi lo griderei: io non mi sposo per amore! 
Per Amore ho scelto LUI 5 anni fa e l'ho scelto PER SEMPRE.

Il matrimonio per me è un bellissimo rito, un segnale, un passaggio, ma il giorno dopo il matrimonio saremo ancora noi, innamorati ed inseparabili come prima, come ora a sei mesi dal sì civile.
Io mi sposo per poter mettere le basi burocratiche ad un'adozione che altrimenti non potremmo fare da semplici conviventi.

Questo dell'adozione è un tema che io e il mio futuro maritino stiamo affrontando sempre di più  nell'ultimo periodo. 
Lui mi ha confidato di provare un disagio quando sente parlare di fecondazione assistita. Questo disagio lo abbandona qualora tocca, anche solo col pensiero, l'argomento gravidanza naturale o adozione.
Anzi, lui desidererebbe davvero tanto adottare un bimbetto che ha bisogno di amore e cure, anche se riuscissimo ad averne uno nostro. 
Lui sente (usa proprio queste parole) che lo dobbiamo a questa società allo sbaraglio, che lo dobbiamo a noi stessi per permetter ad uno dei molteplici bimbetti abbandonati, di avere un futuro migliore. 
Credo che lui senta che è il suo destino, quello di essere un genitore adottivo.

Ma quel che io sento ancora non lo so. 
A me non dispiace quest'idea di dare amore ad un bimbo nato sfortunato e solo, ma ho bisogno di capire se ne sarei capace.
Ho paura di idealizzare l'atto e il complesso di sentimenti che girano intorno a questo vortice di umanità.
Ho paura di non riuscire poi a gestire altri sentimenti, che non so neanche immaginare.
Ho paura di non essere capace, di non riconoscermi nel suo carattere.
Molto spesso si dice: sei come tuo padre, o sei come tua madre!
In quel caso io non saprei quali determinate connotazioni caratteriali vengano dal suo materno o dal suo paterno archetipico. Perchè sarebbe stupido pensare che dentro le sue vene, dentro il suo essere più profondo non ci sia quella parte di lui o lei, che non ri-conoscerà mai, ma che sarà in lui/lei per sempre.
E questo non sapere, un po' mi spiazza e mi rende insicura sull'argomento. 

Un po' meno sicura di Lui.

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BAJ JIA BEI

Grazie mille a tutte le ragazze che mi hanno mandato le nuove stoffine.
Ogni giorno è una piacevole sorpresa averne di nuove, scoprire i colori, immaginare l'atto della scelta, del taglio, dell'imbustamento e dell'invio. Ogni volta sento che mi avete regalato di più di un pezzo di cotone 25x25, ogni volta mi regalate affetto e speranza. E spero di inviare questa buona sensazione anch'io a voi.

In questi giorni ho ricevuto la stoffetta di SILVIAMALEDETTA




la stoffetta di PITIPUMPALA



...e la stoffetta di DREAMINGYOURSMILE





GRAZIE MILLE!




giovedì 22 novembre 2012

Il vuoto

Quando sento il vuoto
Parlo di tutto, parlo di niente
incarno l'inutilità dell'esistenza
sento un tremore, sento mancanza.  
Quando sento il vuoto,
non ho altri pensieri nella mente
quasi nulla ha più importanza,
 stringo le braccia, trovo l'assenza. 
Vorrei afferrare quell'immagine negata
mi ritrovo il vuoto e l'anima malata.

Questa è una poesia che ho scritto un po' di tempo fa, a Settembre, quando ho perso il mio bambino.
Da allora non sono più guarita. Il vuoto mi perseguita, il vuoto mi attanaglia.
Stamattina mi sono svegliata con questo vuoto come ogni mattina, ma stamattina il vuoto fa un rumore pazzesco, come un silenzio assordante.

Non ho ovulato. Temperatura basale in netta ri-scesa,  vado a picco.
Cosa manca a questo motore per salire? quale energia non riesco a trovare per essere una donna "normale"?
Vorrei un giorno osservare Michele che tiene in braccio il nostro bambino, ma il bimbo nella foto è solo mio cugino!