sabato 20 dicembre 2014

onirica me 2.0

Gustav Klimt - Madre con due bambini (la famiglia) 1909-1910
Ho sognato che adottavo due bambini
un maschio ed una femmina
due bellissimi bambini
il maschietto aveva un leggero ritardo mentale
ed io lo adoravo, così dolce, così diverso, così speciale.
La femminuccia la chiamavo principessa
aveva la pelle bianca, i capelli neri
ed un profumo buonissimo
e dicevo ad entrambi: -chiedetelo a papà...ora papà ci porta qui, si amore vai da papà-
e Michele era luminoso.
Ero al settimo cielo, finalmente mamma.
Non potete capire che emozione, era quasi vero
era un sogno
era un sogno



martedì 16 dicembre 2014

percorso di emozioni verso l'adozione


C’erano due donne che non si erano mai conosciute,
una la ricordi, l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore,
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome.
Una il seme della crescita, l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni,
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente, da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due. Solo da due diversi amori.

Madre Teresa di Calcutta


lunedì 8 dicembre 2014

come padre

Che padre stupendo sarebbe Michele se potesse diventarlo!

Ogni volta che guarda un bambino ne vede l'aspetto più buffo, quello più tenero. Tutti i loro difetti li trasforma in pregi: se sono obesi per lui sono teneri ciacciottelli, se sono smilzi per lui sono simpatici elfi, se sono maleducati per lui sono animaletti.

domenica 7 dicembre 2014

l'onirica me

Stamattina dopo aver fatto colazione ed essermi rimessa a letto, ho sognato (così come ricordo e come racconto, ingabbiata dal linguaggio):

 i miei nonni che piangono di solitudine, io con un uomo che mi siede dietro cingendomi i fianchi, schifata me ne vado; in un centro commerciale parlo con una donna e subito dopo cammino con Luna che poi diventa Otto in strade oscure piene di foglie d'autunno e alberi come ombre e dietro gli alberi cani in branco. Troppa oscurità, torniamo indietro.
Strade oscure diventano scale azzurre in salita, condivido una stanza con una ragazza ambigua che faceva strani discorsi, in cucina un cuoco importante vuole insegnarmi a cucinare. La cucina é bellissima. Lui mi mette alla prova, ma tutte le uova sono rotte. Mi accascio scoraggiata pensando ad una soluzione. Chiudo gli occhi, li riapro, trovo un uovo. Cosa cucino?



domenica 23 novembre 2014

il settimo giorno

Il settimo giorno
è proprio  questa Domenica
- quella in cui ci riposammo,
quella in cui diventammo intimisti
quella in cui sentimmo la pace - .

Senz'acqua, né energie
tutto tace.

E' Domenica.
E' il tempo della riflessione
è il tempo della comprensione.
Abbandonando i giorni di
caos e tumulti,
entriamo in processione
dentro noi stessi.

Il silenzio ci ristora.

Dentro il vuoto rinasco.
Mi guardo allo specchio 
e mi accolgo.
Posso entrare?
Sono in pace.

domenica 9 novembre 2014

dieta dell'anima

Quando sto bene fisicamente perdo l'anima.
Prediligo i disagi corporei che spingono oltre la mente e favoriscono un accrescimento dell'intelletto.
Quasi mi viene di goderne.
Tribolazione e crescita, per una visione sadicamente cristiana della vita.

***

Dopo aver provato quel forte dolore alla schiena ho deciso di mettermi a dieta e di fare esercizio fisico. Una settimana di questo mi è quasi bastato a capire come dimagrisce la mia anima quando il mio corpo sussulta di benessere.
Quel leggero e costante bruciore alla schiena, che sparisce quando mi alleno adeguatamente, serve a ricordarmi che questa sofferenza della mia vita non puo' cessare. Mettersi a dieta è come voler pensare ad altro, voler essere come tutti gli altri.

sabato 8 novembre 2014

il nero e le piccole luci intorno

Sono piena di cose che non ho agito.
Sono piena dei fogli che non ho scritto.
Sono piena della mia stanza vuota
- alloggio che non riesco ad arredare -.
Intorno a me c'è un disordine primordiale.
Dentro di me, l'inanimato grembo.

Aspetto disamorata che mi passi.
Il silenzio mi consola,
mi incentiva a sorvegliare
il nero e le piccole luci intorno


***


Mentre mi spingo nell'immagine  del futuro,
questo cuore che brucia nel respiro
e che mi tedia tuttavia,
è impazienza?
E' disagio?
E' affaticamento?

No.
E' speranza.

***

Ci sono colori che non distinguo,
stimoli che non ascolto,
volti che non esamino,
parole che non declamo.

In tutto questo abita la mia presunzione

di essere arcobaleno,
di darmi un senso o tutti e cinque,
di carpire il volgersi di ogni Dio,
e che la poesia sia in me

- al di là di ogni verso -.